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Un nuovo atelier per Lucerne Violins, punto di riferimento per tutti i musicisti di passaggio a Lucerna

Il complimento più bello lo hanno ricevuto da Leonidas Kavakos. Il violinista greco era arrivato a Lucerna per un concerto al Festival, ma il suo Stradivari aveva dei problemi e gli avevano consigliato di portarlo alla loro bottega.

In seguito gli chiesero in un’intervista come ci si sentiva a scoprire di avere problemi con il violino a poche ore dal concerto e lui dichiarò che a Lucerna si era sentito tranquillo, perché sapeva che il suo violino era in buone mani.

Kavakos non è l’unico cliente illustre della bottega di liuteria di Alexander Caballero e Nicole Graswinckel. Da loro passano molti musicisti ospiti del Festival, per una controllata allo strumento, per una riparazione di emergenza o anche solo per curiosare. «Ci sono dei musicisti dei Berliner Philharmoniker - ci spiega Alexander - che appena arrivano a Lucerna scendono dal bus e passano da noi ancora prima di fare il check-in in albergo!».

La bottega, aperta nel 1999, come Violin GmbH Luzern si è appena ampliata. Ha cambiato nome in Lucerne Violins e ora occupa due piani di una palazzina situata nel centro di Lucerna, a due passi dalla stazione e dal KKL. «Per noi è un sogno che si avvera. È un vecchio palazzo di inizio '900, che un tempo era un albergo. Abbiamo iniziato la nostra attività in un piccolo paese qui vicino, ma ci siamo presto resi conto che dovevamo trasferirci in città. Adesso abbiamo una stanza con un’ottima acustica per provare gli strumenti, uno spazio che funge da sala conferenze e sala da concerto, un laboratorio in ciascun piano e una stanza attrezzata per fare i certificati di autenticità. Siamo in contatto con i più importanti esperti d’archi francesi, come Jean-François Raffin, Yannick Le Canu e Sylvain Bigot, che invitiamo da noi regolarmente per incontrare direttamente i clienti evitando loro la trafila burocratica per portare gli archetti in Francia».

Sopra le stanze hanno ancora il parquet e gli stucchi di un tempo, che Alexander e Nicole hanno restaurato con la stessa cura con cui restaurano strumenti e archetti. Vi occupate anche di strumenti importanti? «Sì, ci capitano degli Stradivari, dei Guarneri del Gesù, dei Guadagnini. In questi casi, però ci occupiamo della manutenzione ordinaria, come cambiare l’anima o fare la montatura. Per i lavori più complessi siamo in contatto con i migliori specialisti». Situazioni di emergenza? «Succede spesso, come quando la Prima Viola della New York Philharmonic, Rebecca Joung, appena arrivata a Lucerna ha scoperto di avere un problema con l’archetto. Ci hanno chiamato la domenica, mentre stavamo facendo un giro un bicicletta, la nostra grande passione dopo la liuteria, e siamo corsi in negozio. L’archetto non si poteva sistemare immediatamente, così gliene abbiamo prestato uno nuovo. Alla fine del concerto ci ha detto che si era trovata molto bene ma che non ce lo avrebbe restituito: aveva deciso di comprarlo!».

Alexander è venezuelano, Nicole di Lucerna e si sono conosciuti alla Scuola di Liuteria di Cremona. «Finita la Scuola, nel 1996, abbiamo caricato tutto su un furgone e siamo venuti qua». È stato difficile crearsi una clientela? «All’inizio eravamo noi a cercare i clienti, adesso sono loro a cercarci: in questo mestiere la pubblicità migliore è il passaparola. Le racconto un episodio. Appena abbiamo aperto sono arrivate due persone per curiosare nella nostra bottega. Non sapevamo chi fossero. Abbiamo evidentemente fatto una buona impressione, perché sono tornate dicendo di essere due manager di un’importante orchestra americana e di aver deciso di collaborare con noi. Adesso i responsabili del festival, quando orchestrali o solisti hanno dei problemi con lo strumento, li indirizzano da noi».

Oltre al restauro? «Noleggiamo gli strumenti per i bambini, perché qui gli amatori sono davvero tanti - solo noi abbiamo 500 strumenti in noleggio e a Lucerna ci sono diversi liutai. Senza contare che ci sono anche molti adulti che magari a 40 anni decidono di iniziare lo studio di uno strumento ad arco, per pura passione. Inoltre abbiamo una grande scelta di strumenti, che parte dallo strumento da studio al capolavoro italiano. Siamo tra i pochi al mondo ad avere una delle più grandi collezioni d’archetti francesi moderni».

La produzione invece ormai è molto limitata. «Anni fa io facevo anche archetti, costruivo custodie su misura, adesso il tempo non basta più. La clientela si è allargata e il restauro - in particolare il restauro degli archetti - assorbe tutte le mie energie».

Luca Segalla