Image

MENDELSSOHN Concerto per violino in Mi minore op. 64, 1° movimento

Il primo movimento del Concerto per violino di Mendelssohn contiene una notevole varietà di temi, sviluppi e riprese, qui esaminati uno ad uno dal Professor Gyorgy Pauk, assistito dalla sua studente Elena Kawazu.

Quello di Mendelssohn è uno dei Concerti per violino eseguiti più frequentemente, ed è anche uno dei lavori più lirici e scorrevoli del suo genere. Non scordate mai che è un Concerto lirico e molto musicale, quindi è assolutamente necessario non essere aggressivi o duri nei passaggi veloci, infatti il Maestro Pauk ripete spesso: «Keep singing», «Continua a cantare».

Storia del Concerto

All’inizio del ventesimo secolo era universalmente riconosciuto che i compositori tedeschi avevano quattro capolavori per quanto riguarda i Concerti per violino: quelli di Beethoven e Brahms rivaleggiavano per profondità, quello di Bruch era considerato il più seducente, e quello di Mendelssohn era visto come il più brillante. Solo pochi conoscono queste tre caratteristiche che contraddistinguono il Concerto op.64, romantico e virtuosistico al tempo stesso:

  • Perché il primo e il secondo movimento sono uniti. Molti hanno scritto che, dal momento che Mendelssohn detestava l’abitudine del pubblico di applaudire tra un movimento e l’altro, decise di farli suonare senza interruzione; ma è molto più probabile che il compositore decise in questa direzione grazie alla sua determinazione di portare i cicli compositivi e tematici all’estremo, cosa che ritroviamo anche nel terzo movimento.
  • Nessuna attesa per l’entrata del solista. In questo lavoro Mendelssohn voleva rinnovare il consueto uso di lasciar suonare l'introduzione all’orchestra e avere l’entrata del violino dopo un certo numero di battute, e infatti il violino entra dopo solo due battute.
  • La presenza che fa la differenza. La prima esecuzione del Concerto avvenne a Lipsia nel 1845, ma Mendelssohn non poté dirigerla per problemi di salute, e non riscosse un grande consenso. Sei mesi più tardi l’opera fu eseguita di nuovo, nello stesso Teatro, con lo stesso solista (Ferdinand David), ma con Mendelssohn sul podio, e questa volta ottenne un grande successo, a conferma, ancora una volta, di come l’anima e l’intima energia che guidano ogni performance facciano sempre la differenza.

Articolazione delle ottave, come equilibrare le arcate in su e il giù insieme alla necessità di suonare ogni nota con grande chiarezza e pulizia.


 

Gli obiettivi della lezione

Seguendo questa lezione raggiungerete la coscienza di come rimanere puliti anche nei passaggi veloci, mantenendo il suono sufficientemente lirico, e affinerete la tecnica dell’archetto in modo da essere regolari sebbene intensi.

E poi, come ogni violinista sa bene, uno dei problemi più consistenti è arrivare al Finale con la giusta forza e concentrazione, per offrire al pubblico il crescendo dell’atmosfera, e questo accade proprio nel momento in cui si corre il rischio di essere stanchi, e quindi di non essere abbastanza espressivi.

Gyorgy Pauk è uno dei maggiori Maestri per questo repertorio e fornisce insegnamenti preziosi per raggiungere questi obiettivi.

Un particolare passaggio con un crescendo d'intensità: qual è il miglior modo di suonarlo? «Sostenete il suono e suonate molto, molto vibrato».

Masterclass registrata nel Marzo 2015 da iClassical Academy

Guarda l’intera Masterclass qui
I lettori di ARCHI magazine possono usufruire di uno sconto del 10% sulle Masterclass della iClassical Academy a questo link