All'età di 92 anni si è spento Aaron Rosand, violinista e didatta statunitense

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Definito dal New York Times «uno dei più grandi esponenti della tradizione violinistica Romantica», autore di «alcune tra le migliori registrazioni di questo secolo (ndr del '900)» secondo il Gramophone Magazine, Aaron Rosand si è spento a New York lo scorso 9 luglio a causa di una grave polmonite. Era nato nel 1927 a Hammond, nell'Indiana, e aveva trascorso i primi anni di studio a Chicago, ricevendo le prime lezioni di violino già a partire dai tre anni. Ha fatto proprie nel corso della carriera le tradizioni di due distinte scuole violinistiche, avendo studiato con Leon Sametini (allievo di Ysaÿe) al Chicago Musical College e con Efrem Zimbalist Sr. (allievo di Auer) al Curtis Institute of Music di Filadelfia, dove si diploma; al Curtis Institute of Music insegna dal 1981 fino al ritiro annunciato alla conclusione dell'anno accademico 2018/2019. Artista assai prolifico sia dal punto di vista concertistico sia discografico, dal suo debutto con la Chicago Symphony all'età di 10 anni Rosand si è esibito con le più importanti orchestre di americane, europee e asiatiche (National Symphony, Bayerischer Rundfunk, English Chamber Orchestra e Concertgeboew per citarne solo alcune); dagli anni Sessanta è stato parte attiva nella riscoperta del repertorio musicale del Romanticismo. Didatta assai stimato, in oltre trent'anni di insegnamento ha avuto tra i suoi allievi Benjamin Schmid, Alexander Kerr, Stephanie Jeong, Ray Chen, Richard Lin, Dami Kim, Ziyu Victor Li, Yu-Chien, Benny Tseng e Stephen Waarts. Nel 2009 ha donato al Curtis Institute of Music la somma di 1.500.000 dollari.

Annalisa Lo Piccolo