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Dall’ensemble Soqquadro Italiano l’originalissimo "Stabat Mater-Vivaldi project"

«La parola “soqquadro”, nella lingua italiana, oltre ad essere l’unica parola che prevede la doppia “q”, significa portare disordine, scompiglio, mettere sotto sopra. Ed è proprio con questa idea di fondo che di volta in volta ci approcciamo a un repertorio musicale che spazia dalla musica antica, jazz, pop ed elettronica rimanendo sempre aperti ad accogliere nuovi stimoli creativi sia dal punto di vista artistico che produttivo».

Con queste parole Vincenzo Capezzuto, voce e cofondatore di Soqquadro Italiano, condensa l’anima di uno degli ensemble più originali e innovativi del panorama musicale europeo nel genere Classical Crossover. Fondato nel 2011 a Bologna insieme a Claudio Borgianni, Soqquadro Italiano apre il suo sguardo a tutti i linguaggi artistici in una ricerca costante, tra passato e presente.

Ed è proprio in questa direzione che si muove l’originalissimo “Stabat Mater-Vivaldi project”, uno degli ultimi progetti nati dalla vena creativa di Soqquadro, in scena a Oviedo il prossimo 24 luglio. Uno spettacolo in cui musica, canto e danza si fondono per delineare una sorta di opera totale, partendo dalla rielaborazione musicale dello Stabat Mater di Antonio Vivaldi.

La sfida di Soqquadro è sempre la stessa: interpretare la musica antica in un contesto contemporaneo. Proprio dalla musica antica e dal confronto con il grande repertorio per archi, Soqquadro Italiano prende le mosse in un mai scontato dialogo con i compositori del passato, alla ricerca di un nuovo ordine per il mondo della musica classica.

«Viviamo un’epoca di cambiamento continuo, sempre alla ricerca di nuovi equilibri, di nuove certezze, in una realtà dove tutto si ridisegna, si mescola e si riscrive, alla ricerca di una coscienza, di un’immagine di “noi stessi” da poter proiettare nel futuro» spiegano i membri di Soqquadro. Portare sul palcoscenico l’umanità di questo tentativo è il nuovo progetto di Soqquadro Italiano. Tornando a riflettere sull’attualità di quella Stabat Mater dolorosa, quella donna che si accascia ai piedi della Croce, che esprime un dolore così grande, profondo e allo stesso tempo consapevole.

Grazie a Claudio Borgianni, capace di riscrivere un Vivaldi totalmente nuovo e inedito, Vincenzo Cappezzuto, nel doppio ruolo di cantante e danzatore, riesce a passare con estrema naturalezza dal canto, alla danza, a brevi stralci recitati, facendo sì che lo spettatore perda l’orizzonte dei confini tra i vari generi delle arti performative.

Attraverso le coreografie di Mauro Bigozzetti, coreografo di fama internazionale e direttore del corpo di ballo del Teatro alla Scala di Milano, ci si ritrova catapultati all’interno di una danza fortemente contaminata e teatrale.

È proprio mentre siamo alle prese con un tempo difficile, come quello che stiamo attraversando – sottolinea Vincenzo Capezzuto – che «è ancora più importante realizzare qualcosa al di fuori dall’ordinario». “Stabat Mater-Vivaldi project” riesce in tutto questo.

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