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Il Marmen Quartet apre “LagoMaggioreMusica”: un ottimo inizio

di Luca Segalla

È toccato al Marmen Quartet l’onore di aprire l’edizione 2021 di LagoMaggioreMusica, il festival estivo della Gioventù Musicale d’Italia in programma come sempre in varie località tra la sponda piemontese e la sponda lombarda del Lago Maggiore, che quest’anno è giunto alla 27ª edizione e che nonostante il Covid propone un cartellone di tutto rispetto, con qualche appuntamento in meno (solo quattordici concerti) ma senza rinunciare all’obiettivo di dare spazio ai giovani emergenti, in particolare ai vincitori di importanti concorsi internazionali. Nella serata inaugurale del 29 luglio ad Arona, nel cortile di Casa Usellini, il pubblico, debitamente distanziato, ha così potuto conoscere i giovani inglesi del Marmen Quartet, vincitore nel 2019 del primo Premio al Concorso internazionale per quartetto d’archi di Bordeaux e del primo Premio al Concorso internazionale per quartetto d’archi di Banff. I violinisti Johannes Marmen e Richy Gore, la violista Bryony Gibson-Cornish e la violoncellista Sinéad O’Halloran, subentrata all’inizio di quest’anno a Steffan Morris, hanno già l’affiatamento delle migliori formazioni quartettistiche delle scene internazionali e lo hanno rivelato subito in un Quartetto in Re maggiore op.64 n.5 “L’allodola” di Haydn affrontato con leggerezza, lasciando correre le frasi e dialogando con vivacità. La precisione e la cura dei dettagli con le quali spesso suonano i giovani quartetti non sempre si accompagnano alla naturalezza, mentre i quattro del Marmen suonano per il puro piacere di fare musica, senza doversi concentrare in modo spasmodico sulla correttezza dell’esecuzione, perché la correttezza arriva quasi da sé. In una pagina complessa e dalla scrittura ricercata come il Quartetto in Mi bemolle maggiore K428 di Mozart questa disinvoltura li ha portati a qualche imprecisione, a qualche piccola sporcizia nell’intonazione, a qualche tensione eccessiva nel fraseggio, che in ogni caso venivano compensate da una contagiosa vivacità esecutiva, soprattutto in un Finale affrontato tutto di slancio, mentre in Haydn i risultati sono stati molto alti.

Il Marmen Quartet nel cortile di Casa Usellini ad Arona

Il Marmen Quartet nel cortile di Casa Usellini ad Arona

La freschezza e la spontaneità - il Minuetto dell’“Allodola” era delizioso e il movimento conclusivo un miracolo di vitalità - sono però soltanto uno dei tratti distintivi del Marmen Quartet, capace di scavare dentro la partitura con un acume insolito per una formazione con meno di dieci anni di carriera alle spalle (è nata nel 2013 al Royal College di Londra), come hanno dimostrato l’eleganza delle prime battute dell’“Allodola” e la capacità di far emergere in tutta la sua forza la tensione armonica dell’esordio del Quartetto K428, calibrando al millimetro sonorità e impasti timbrici. Ancora più importante è che i quattro inglesi prestano sempre attenzione al dialogo, scambiandosi i motivi e le frasi con naturalezza (lo hanno dimostrato sia in Haydn sia in Mozart), con un primo violino che è un leader ma che non ruba la scena ai suoi compagni, come deve essere - e come purtroppo non sempre accade - in un quartetto d’archi.

A completare l’impaginazione della serata c’era una rarità per il pubblico italiano, il Quartetto n.1 del compositore inglese Robert Simpson (1921 - 1997), un lavoro in due movimenti che prende spunto dall’incipit del Quartetto “L’allodola” per poi virare verso una scrittura contrappuntisticamente molto densa, che ricorda quella degli ultimi quartetti beethoveniani. È una pagina non priva di spunti di interesse, anche se un po’ prolissa, la cui efficacia risiede in una scrittura di estremo impegno virtuosistico per gli interpreti ed in una tensione ritmica che raggiunge in alcuni momenti un livello molto alto. La prova del Marmen Quartet è stata impeccabile, sia nelle parti virtuosisticamente più accese sia nelle parti cantabili, soprattutto nel secondo movimento, affrontato ancora una volta nel segno del dialogo e di un cantabile condotto con eleganza ed abbandoni.