Se n’è andato Enzo Porta, una vita dedicata alla ricerca didattica e alla musica del ‘900

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«Una delle più belle, grandi persone che io abbia conosciuto in più di quarant'anni nel mondo musicale. Una passione inarrivabile per la musica, la nuova musica, il violino, da lui indagato religiosamente e sempre al servizio della musica e dei compositori; uno spirito giovane, un'onestà intellettuale rarissima, quasi ascetica». Così il compositore Alessandro Solbiati ha ricordato l’autorevole violinista e didatta Enzo Porta, scomparso giovedì all’età di 89 anni.

Nato a Milano nel 1931, aveva studiato violino con Franco Tafuri prima di perfezionarsi con Franco Gulli e Alice Pashkus. Porta ha dedicato la vita alla ricerca didattica e alla musica contemporanea, distinguendosi in entrambi i campi. Ha insegnato presso la Civica Scuola di Musica di Milano e i Conservatori di Trento, Parma e Bologna. Ha pubblicato numerosi articoli, revisioni ed edizioni oltre ai saggi: I suoni armonici, nuova classificazione per Ricordi, I movimenti fondamentali della mano sinistra e Movimenti fondamentali della tecnica dell'arco per Rugginenti, Il Violino nella Storia per EDT. «A lui ai suoi scritti, al suo esempio devo moltissimo – ha commentato Antonello Farulli -. Un uomo modesto, lontano dai riflettori della fama e del successo. Con gentilezza e competenza ha fatto per generazioni e generazioni di insegnanti più di chiunque altro».

Come interprete si è profuso per la diffusione della letteratura violinistica del Novecento, esibendosi nelle principali sale concertistiche e per diversi festival di musica contemporanea in Europa, Nord e Sud America e Medio Oriente. È stato un interprete di riferimento della musica di Giacinto Scelsi, Armando Gentilucci, Franco Donatoni e Adriano Guarnieri, dei quali ha realizzato prime esecuzioni e inciso le loro musiche.