Massimiliano Damerini ricorda il sodalizio artistico con Georg Mönch

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«Conobbi Georg Mönch a Roma alla fine degli anni Settanta. Il suo modo di concepire la musica aveva tanti punti di contatto con il mio: da un lato la curiosità per tutto ciò che appariva sperimentale o innovativo, e dall'altro il desiderio di rileggere il repertorio tradizionale con lo stesso tipo di vorace curiosità, ovvero: perché non si può suonare Beethoven o Debussy con la stessa intensità di una prima assoluta?» [...]. «Giorgio non era solo un violinista strepitoso, un grande studioso, un musicista a 360 gradi: per me era il fratello maggiore che non ho mai avuto. E come tutti i veri grandi era una persona estremamente semplice, di una semplicità quasi disarmante: non aveva nessun bisogno di dimostrare ciò che aveva dentro» [...].

Su ARCHI magazine di marzo/aprile l'articolo completo del pianista Massimiliano Damerini che ricorda il sodalizio artistico e l'amicizia con Georg Mönch, con il quale si è esibito per oltre vent'anni.