Incontri inusuali e audaci sperimentazioni all'Amiata Piano Festival 2022

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Silvia Chiesa e Maurizio Baglini

Torna tra le vigne di Poggi del Sasso, in provincia di Grosseto, l’Amiata Piano Festival con una proposta musicale di ricerca che spazia dal ’200 ispano-moresco di Re Alfonso X El Sabio fino alla contemporaneità più trasversale alle arti, in linea con le scelte artistiche di sempre dei due fondatori, la violoncellista Silvia Chiesa e il pianista Maurizio Baglini.

La rassegna sarà come sempre articolata in tre serie ("Baccus" dal 30 giugno al 3 luglio, "Euterpe" dal 28 al 31 luglio, "Dionisus" dal 25 al 28 agosto) ed un concerto di Natale, in programma il 10 dicembre.

La presenza costante di dialogo e intreccio musicale fra ospiti e padroni di casa, sarà anche quest’anno il fil rouge di tanti appuntamenti che vedranno Chiesa e Baglini giocare sul palco insieme ai propri amici ospiti, dando vita a progetti immaginati in tanti incontri rapidi e occasionali nei backstage o in mesi di telefonate tra treni e aerei: alla Fondazione Bertarelli non  solo il pubblico, ma soprattutto i musicisti possono finalmente vivere la creatività in tempi oggi inimmaginabili fuori da questa enclave privilegiata d’arte in natura.

Spiccano nel programma di questa diciassettesima edizione due appuntamenti di vera ricerca: da un lato il concerto natalizio di chiusura del Festival che vedrà il Carnevale degli Animali di Saint-Saëns abbinarsi ad Animalia di Carlo Boccadoro con un ensemble a dieci e voce recitante, che unirà sul palco Silvia Chiesa, Maurizio Baglini, Carlo Guaitoli, Roberto Ranfaldi, Roberto Righetti, Danilo Rossi, iAmerigo Bernardi, Giampaolo Pretto, Luca Milani, Carmelo Gullotto e Riccardo Pratesi. Quindi la nuova e prima commissione che impreziosisce questa edizione, Ecoconcerto per Paesaggio Sonoro del Gran Paradiso e Violoncello Solista, progetto originale di Silvia Chiesa ed Enrico Montrosset, produttore cinematografico e sound designer valdostano: idea innovativa ed estremamente sfidante, Ecoconcerto abbina a pagine del grande repertorio violoncellistico da Bach ai giorni nostri e vere e proprie improvvisazioni sul tappeto sonoro delle registrazioni del panorama sonoro del Parco del Gran Sasso, restituite attraverso l’elaborazione elettronica di Montrosset.

Louis Lortie poterà avanti il suo progetto lungamente cullato dell’integrale delle trascrizioni di Liszt delle Sinfonie di Beethoven per due pianoforti, destinato a completarsi il prossimo anno; quindi il liutista serbo Aleksandar Sasha Karlić, storico collaboratore di Moni Ovadia ed esperto di musica mediorientale e cultura islamica, che con il suo ensemble di musica antica Theatrum Instrumentorum indagherà le Cantate del Re e poeta Alfonso X El Sabio, enclave cristiana nella Spagna moresca del ’200.

Quindi incursioni nel grande Novecento americano e italiano guidate da Maurizio Baglini  e Silvia Chiesa, quest'ultima da sempre instancabile promotrice della riscoperta di ogni repertorio del secolo scorso, sapientemente alternate ad impaginati dedicati alla grande musica da camera romantica e ottocentesca con il giovane e affermato pianista torinese Gabriele Carcano, il violoncello di Luigi Piovano, il violino di Grazia Raimondi al violino, la viola di Silvio Di Rocco o lo storico Quartetto di Venezia. Si conferma inoltre la ricerca di nuove sonorità con l’insolito incontro tra pianoforte e organo nel progetto di trascrizioni da Bach fino ai giorni nostri di Adriano Falcioni e Mariangela Vacatello.

Torna inoltre, dopo il fortunato esperimento di contemporanea dello scorso anno, la danza sempre in forma ‘cameristica’ con il flamenco della danzatrice Karine Gonzalez, accompagnata al piano da Dimitris Saroglou su repertorio di De Falla, Turina e Albeniz per un dialogo serrato tra tradizione popolare e musica assoluta.

 

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