Lo Stradivari “da Vinci, ex-Seidel” battuto all’asta per 15,3 milioni di dollari

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Poteva essere lo Stradivari dei record. Così non è stato ma la notizia della vendita dello Stradivari “da Vinci, ex-Seidel” battuto da Tarisio per $15,34 milioni ha comunque fatto il giro del mondo. Lo strumento non ha raggiunto per poco la cifra dello Stradivari “Lady Blunt” di $15,9 – la più alta di sempre per uno strumento all’asta - aggiudicata nel 2011, quando fu venduto dalla Nippon Foundation per destinare il ricavato alle vittime dello tsunami in Giappone.

Prima dell’asta il “da Vinci, ex-Seidel” è stato esposto a Londra, Berlino, Pechino, Shanghai, Hong Kong, Tokyo e New York.

Realizzato a Cremona nel 1714 il violino appartiene al celebre “periodo d'oro” della produzione di Stradivari (1710-1720). Erano oltre 15 anni che uno strumento del periodo d’oro del grande maestro cremonese non andava all’asta.
Già parte di diverse importanti collezioni del XIX secolo, il “da Vinci, ex-Seidel” è stato per quasi quarant'anni il compagno di concerto del celebre virtuoso russo-americano Toscha Seidel, un allievo di Leopold Auer e compagno di classe di Jascha Heifetz. Oltre ad esibirsi con le principali orchestre del tempo e a realizzare numerose incisioni, Seidel con questo Stradivari ha anche registrato diverse colonne sonore dei primi film di Hollywood, tra cui Il mago di Oz (con il celebre Somewhere Over the Rainbow) e Intermezzo nel 1939, Melody for Three nel 1941. Il nome “da Vinci” pare sia stato dato al violino nel 1923 dal commerciante Albert Caressa.

«Tutti noi a Tarisio siamo profondamente onorati di essere entrati a far parte della grande storia del “da Vinci, ex-Seidel” con l’asta di oggi e di proseguire il lascito musicale di questo incomparabile strumento, realizzato da Antonio Stradivari, il più grande liutaio di sempre» ha commentato il direttore di Tarisio Carlos Tome (nlla foto, con il violino in mano). «La voce di questo violino ha entusiasmato il pubblico per olre 300 anni, e ci auguriamo che continui a farlo per altri 300 anni e oltre».

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