"Feathers in Time": Francesca Dego unisce violino e poesia in un progetto dedicato a Giuliano Dego

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Con un concerto per la Società Aquilana dei Concerti "B. Barattelli" il 14 dicembre ha preso il via Feathers in Time – Piume nel tempo, il progetto più intimo e significativo della carriera di Francesca Dego, violinista di riferimento della scena internazionale. Un’iniziativa che intreccia musica contemporanea e poesia come atto di memoria e creazione, nata per rendere omaggio al padre Giuliano Dego, scomparso nel 2020, figura centrale del panorama letterario italiano del secondo Novecento.

Poeta e scrittore stimato da personalità come Montale, Fellini, Calvino e Quasimodo – che firmò l’introduzione alla raccolta Solo l’ironia – Giuliano Dego ha lasciato un’eredità letteraria recentemente confluita nel volume Piume nel tempo (Ladolfi Editore), antologia che alterna testi editi e inediti, aforismi in rima e composizioni dal respiro epico.

Da questo materiale nasce l’idea di Francesca Dego: commissionare a dieci tra i più importanti compositori italiani viventi altrettanti brani per violino solo, ispirati alle poesie del padre. Il risultato è un ciclo aperto, destinato a crescere e a essere eseguito in tournée internazionali, che esplora linguaggi, tecniche e poetiche diverse, mettendo il violino al centro di una riflessione contemporanea sul rapporto tra parola e suono.

Il debutto avviene a L’Aquila, per la Società Barattelli, con Gli occhi di Giulia di Francesco Antonioni. Seguiranno le prime esecuzioni in Giappone di nuovi lavori firmati da Nicola Campogrande e Carlo Boccadoro, mentre a febbraio, a Pavia, sarà la volta di un brano di Cristian Carrara. Feathers in Time si configura così non solo come tributo affettivo, ma come progetto artistico di ampio respiro, capace di coniugare memoria, ricerca compositiva e virtuosismo strumentale in una forma profondamente coerente e personale.


Francesca Dego da bambina con il padre, il poeta e scrittore Giuliano Dego

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