Queen Elisabeth 2026, quattro italiani tra i 66 violoncellisti ammessi
Sono 66 i candidati selezionati per la prima prova pubblica della Queen Elisabeth Competition 2026, tra le competizioni più prestigiose del panorama internazionale. Alla nuova edizione, dedicata al violoncello, si erano iscritti in 185, confermando una crescita significativa rispetto alla precedente tornata.
Tra gli ammessi figurano quattro musicisti italiani: Ettore Pagano, Caterina Isaia, Paolo Tedesco e Milo Ferrazzini. Una presenza superiore alla media europea, in un contesto fortemente competitivo e globalizzato.
La distribuzione geografica dei candidati evidenzia infatti una marcata prevalenza asiatica, con Corea del Sud e Cina tra i Paesi più rappresentati, seguiti da una solida presenza europea – in particolare Francia e Germania – e da un gruppo significativo di musicisti provenienti dal Nord America. Più contenute, ma comunque rilevanti, le presenze da America Latina, Europa orientale e Asia centrale, a conferma della dimensione ormai pienamente globale del concorso.
La selezione è avvenuta tramite una preselezione video particolarmente articolata, che includeva Studi di François Servais, le Variazioni concertanti di Mendelssohn e la Sonata per violoncello solo di Eugène Ysaÿe, oltre a un brano contemporaneo. A valutare i candidati è stata una giuria internazionale presieduta da Gilles Ledure.
Le prove pubbliche si terranno a Bruxelles tra maggio e giugno, con finale al Bozar. In palio, oltre ai premi, anche importanti opportunità concertistiche e il prestito del celebre violoncello Goffriller appartenuto a Pablo Casals.
Per i quattro italiani in gara, la partecipazione rappresenta un banco di prova significativo in uno dei contesti più selettivi del circuito internazionale, sempre più caratterizzato da una competizione ampia e trasversale tra scuole e tradizioni interpretative.
Foto in alto: Thomas Léonard
