Musica e Intelligence: tra mistero, storia e nuove tecnologie
Il titolo I segreti di Stradivari di Simone Fernando Sacconi introduceva una riflessione che mirava a superare la visione riduttiva dell’arte come insieme di “ricette” replicabili. Più che di segreti, sosteneva che si dovrebbe parlare di mistero: la grandezza di Stradivari risiede infatti nella capacità di ottenere risultati unici con mezzi comuni, trasformando la materia attraverso uno sguardo artistico irripetibile.
Da questo spunto prende avvio il secondo incontro di Musica e Intelligence, in programma il 17 aprile a Cremona, che esplora il rapporto tra musica, conoscenza e strategia. Tra gli interventi, Sebastian Gonzalez – fisico e liutaio – affronterà il tema dell’acustica e delle geometrie costruttive, mentre Fabio Perrone analizzerà il caso dello Stradivari “Mendelssohn” del 1709, trafugato nel 1945 e recentemente identificato in Giappone. Il tema del recupero degli strumenti rubati sarà approfondito anche dalla dott.ssa Giulia Cristina, della Questura di Cremona.
Il convegno si estende inoltre a temi più ampi, evidenziando il ruolo dell’intelligence nella tutela del patrimonio culturale e del know-how. Si parlerà di codici musicali nascosti, del “soft power” durante la Guerra Fredda, del rapporto tra musica e potere, fino all’Enigma e alle connessioni tra musica e matematica.
Particolare attenzione sarà dedicata all’attualità, con un intervento sull’impatto dell’intelligenza artificiale generativa, capace di creare brani “falsi” e generare profitti significativi. Il convegno si propone così di indagare come la musica, oltre a essere linguaggio universale, sia anche strumento di comunicazione strategica, potere e innovazione.