Addio al liutaio Mario Capicchioni, figlio di Marino

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È morto lunedì 3 gennaio a Rimini il liutaio Mario Capicchioni, aveva 95 anni. Era il figlio di Marino, considerato uno dei maggiori costruttori italiani di strumenti ad arco del Novecento.

In tutti gli strumenti prodotti dal padre dal 1944 in avanti c’era anche la sua mano. La consacrazione avviene agli inizi degli anni ’70: sull’etichetta degli strumenti di Marino Capicchioni viene citato anche il figlio. Dal 1977, dopo la morte di Marino, sarà Mario a continuare l’attività del padre. Premiato nel 1959 con una medaglia d’oro alla Mostra internazionale di Liuteria ad Ascoli Piceno per una viola e con una coppa d’argento nella stessa manifestazione, ha vinto altri premi, diplomi  e attestati. Ha fatto parte, come maestro liutaio esperto, della giuria della Triennale di Cremona.

La sua testimonianza è stata determinante nella realizzazione del documentario “Il Genio Capicchioni” (2017) e del romanzo con lo stesso titolo (2019), realizzati dallo scrittore Massimo Rastelli. Lo stesso scrittore racconta: «Nel 2016, quando ho iniziato le ricerche, la casa di Mario è stata una delle tappe fondamentali per ricostruire la loro storia. Sono nato anch’io a Santa Mustiola, località nella Repubblica di San Marino, e ci conoscevamo da sempre ma dai nostri dialoghi in questi ultimi anni è nata un’amicizia profonda. Questa vicinanza mi ha consentito di raccogliere testimonianze toccanti, come quelle dei timori di dover rappresentare il nome Capicchioni dopo la morte del padre».

La bottega di Mario Capicchioni

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