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settembre-ottobre 2019

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Cento anni fa nasceva a Parigi Ginette Neveu, eccezionale talento del violino al quale il destino riservò una tragica fine proprio mentre, terminata la guerra, la sua carriera era in piena ascesa. Aveva solo 30 anni quando il 28 ottobre 1949 perse la vita insieme al fratello pianista Jean in un incidente aereo durante il viaggio che li avrebbe portati in America per intraprendere una lunga tournée. La stessa sorte toccherà quattro anni dopo ad un altro illustre violinista francese, il settantaduenne Jacques Thibaud. Ma questa è un'altra storia. L'improvvisa morte dei fratelli Neveu - insieme a quella di un noto pugile imbarcato sullo stesso volo - destò una grande commozione e in tutto il mondo vennero organizzati concerti commemorativi. La Francia insignì Ginette della Croce della Legione d'Onore e le dedicò una strada a Parigi. Ma cosa ci resta oggi della Neveu? Oltre al suo corpo trasfigurato (inizialmente era stato scambiato per quello di un altro passeggero) sepolto nel cimitero parigino di Père-Lachaise, ad un archetto Hill miracolosamente rimasto intatto nello schianto e al riccio del suo G.B. Guadagnini (l'altro violino che viaggiava con lei, un Omobono Stradivari del 1730, andò completamente distrutto, così come accadrà con lo Stradivari del 1720 di Thibaud), rimangono le memorabili registrazioni ripubblicate ora in occasione del centenario da Warner Classics dopo un attento lavoro di restauro e rimasterizzazione. Nell'articolo della nostra copertina Danilo Prefumo ripercorre la vita e la carriera della sfortunata violinista anche attraverso queste incisioni storiche, che esprimono tutta l'energia giovanile e la gioia di vivere di chi, finita la guerra, era amata dal pubblico e pensava di avere una vita straordinaria davanti a sé.  

Nella rubrica Grandi Strumenti Christopher Reuning ci presenta un violino (Venezia ca 1760-70) di Giorgio Serafin, nipote di Santo Serafin e figura centrale della liuteria veneziana nella seconda metà del XVIII secolo (subentrò alla guida della fiorente bottega di Domenico Montagnana), sebbene la sua produzione sia rimasta misteriosa, almeno fino a pochi anni fa.

Se i violinisti italiani faticano ad imporsi ai concorsi internazionali, decisamente controcorrente è Vikram Sedona, il musicista veneto protagonista della rubrica Giovani Talenti. Dopo le recenti affermazioni al "Postacchini", al "George Enescu" e al "Valsesia Musica" Luca Segalla gli domanda quali sono i suoi prossimi impegni e progetti.

Simone Gramaglia dedica la rubrica L'Angolo del Quartetto a Luigi Boccherini e al suo Quartetto in La Maggiore op.39 confrontando le incisioni dei Quartetti Boccherini, Petersen e Borciani.

Domenico Nordio in ControArco riflette su come è cambiata la professione del concertista dagli anni del boom economico ad oggi.

Nella sezione dedicata alla didattica Alfredo Trebbi si occupa del tempo, dividendolo in "tempo oggettivo" e "tempo psicologico" e proponendo un personalissimo esercizio: una "scala predittiva a durate incostanti", nel quale la durata delle arcate cambia in continuazione per «sviluppare la capacità di previsione a brevissimo termine». Marco Fiorini analizza invece un 'evergreen' di esami, audizioni e concorsi: il primo movimento del Concerto per violino e orchestra in La Maggiore di Mozart.

Seguono poi i reportage dei nostri inviati Marco Bizzarini e Annalisa Lo Piccolo ai Concorsi "Sergio Dragoni" di Milano per Quartetto d'archi e "Piccolo Violino Magico" di san Vito al Tagliamento.

Completano infine questo numero un'ampia sezione dedicata alle ultime notizie, ai risultati delle ultime aste di strumenti e archetti, una doppia intervista a cura di Silvia Mancini ai Primi Violoncelli del Teatro Lirico "G. Verdi" di Trieste Tullio Zorzet e Matteo Salizoni, oltre alle consuete rubriche di concerti, corsi e masterclass, concorsi, audizioni per orchestra.

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