Ultimo numero

gennaio-febbraio 2019

Image

L’Italia, lo sappiamo, oltre ad essere il Paese dove sono stati inventati gli strumenti ad arco (per non menzionare il pianoforte, la moderna notazione, la stampa musicale, l’opera lirica...) e dove sono nati i più grandi liutai della storia nonché musicisti che hanno dato un contributo fondamentale allo sviluppo del repertorio e della tecnica degli archi (Vivaldi, Tartini, Corelli, Viotti, Paganini, Rolla, Boccherini, Bottesini...), ha un altro eccezionale patrimonio legato alla musica: i boschi di abete rosso del Trentino e del Tarvisio, dove si trova il legno “di risonanza” con il quale da sempre si realizzano i migliori strumenti musicali. Vedere oggi queste foreste secolari di straordinaria bellezza devastate in una sola, terrificante notte dal maltempo che a fine ottobre ha flagellato l’Italia, è sconvolgente e disarmante. C’è tuttavia chi di questo legno vive che non si è dato per vinto e, al motto di «quello che poteva diventare Musica, deve diventare Musica», si è posto una sfida gigantesca: selezionare, portare a valle e lavorare entro la prossima estate un numero di tronchi pari a quelli che lavorerebbe in quattro anni. Per il nostro servizio di copertina Gregorio Moppi ha incontrato Fabio Ognibeni della ditta Ciresa di Tesero (a noi piace pensarlo come uno “Schindler degli abeti di risonanza”), che ha lanciato un appello rivolto a tutte le persone «più sensibili ai temi della musica e della natura» affinché contribuiscano con un piccolo prestito - che verrà restituito entro 2-3 anni - a “Salvare il legno di Stradivari”.

Di Stradivari parliamo pure nella rubrica Grandi Strumenti, dove Gregg T. Alf illustra le peculiarità del violino San Lorenzo che lo scorso settembre, in occasione del suo 300° compleanno, è tornato a Cremona per essere studiato al Laboratorio Arvedi di Diagnostica non invasiva del Museo del Violino.

Anche la sezione Giovani Talenti è questa volta legata alla liuteria: Luca Segalla è l’autore di una doppia intervista ai vincitori delle Medaglie d’oro dell’ultimo Concorso Triennale “A. Stradivari”, Nicolas Bonet e Gawang Jung, francese e coreano di nascita sebbene - possiamo dire con orgoglio - entrambi italiani di formazione.

Su questo numero torniamo a parlare di custodie con il nostro esperto Bruno Terranova che presenta i nuovi modelli e i nuovi accessori connessi usciti nel 2018.

Per la rubrica L'Angolo del Quartetto Simone Gramaglia analizza e confronta tre incisioni del Quartet in four parts di John Cage di tre differenti generazioni di ensemble ma ugualmente dediti al repertorio novecentesco e contemporaneo: quelle del LaSalle (1988), dell'Arditti (1993) e del Jack Quartet (2012).

Domenico Nordio in ControArco fornisce preziosi consigli sulle buone pratiche da adottare e le cose assolutamente da evitare ai giovani musicisti che, affacciandosi al mondo concertistico, non avendo un agente o un segretario «che faccia il lavoro sporco» per loro si trovano a doversi auto-promuovere.

Nella sezione dedicata alla didattica Alfredo Trebbi parla di critica e autocritica, di come trasformare i propri errori in apprendimento e miglioramento. Marco Fiorini invece torna ad occuparsi dello studio delle scale. «Intonazione, regolarità, chiarezza e velocità: in una scala ben fatta ogni singola nota è lucente e perfetta come una perla e l’effetto globale ha lo stesso nitore del suono che le perle producono cadendo sul pavimento».

Completano poi questo numero un'ampia sezione dedicata alle ultime notizie, una doppia intervista a cura di Silvia Mancini alle Spalle dell'Orchestra del Teatro Verdi di Trieste Elia Vigolo e Stefano Furini, oltre alle consuete rubriche di concerti, corsi e masterclass, concorsi, audizioni per orchestra.

Acquista la rivista cartacea                                     Acquista in versione pdf