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marzo-aprile 2019

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Nonostante i diversi blind test ed innumerevoli sondaggi e discussioni, il tema rimane caldo e il dibattito sempre acceso: uno strumento antico è migliore di uno moderno? Roberto Codazzi ne parla nell’intervista di copertina con Sergej Krylov, tra i pochissimi solisti di oggi a suonare con  un violino “giovane”, nel suo caso appena venticinquenne. Non si tratta però solamente di uno strumento in grado di fargli compiere una carriera internazionale ma di qualcosa di molto  più speciale: è un dono realizzato per lui dal padre Alexander Krylov, liutaio apprezzato tanto in Russia quanto a Cremona (dove visse e lavorò per diversi anni), del quale quest’anno  ricorrono venti anni dalla scomparsa.

Nelle ultime settimane il mondo degli strumenti ad arco ha perso due straordinarie personalità: la didatta ungherese Kató Havas, alla quale dedicheremo un ampio servizio sul prossimo numero, e il liutaio cremonese Francesco Bissolotti, uno tra i grandi protagonisti della rinascita della liuteria italiana nel secondo  Novecento: a ricordarne per noi la figura e il fondamentale contributo sono Virginia Villa ed Alessandro Bardelli, direttore generale e responsabile stampa del Museo del Violino.

Proprio al Museo cremonese da qualche settimana è possibile ammirare il violino realizzato da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1734 che porta il nome del suo secondo proprietario Paolo Diana Spagnoletti (1768 - 1834), rinomato musicista nato sotto al Torrazzo che conobbe il successo a Londra, dove fu docente alla Royal Academy of Music e Primo Violino di Spalla per quasi trent’anni dell’Orchestra del King’s Theatre. A presentarci lo strumento è il curatore del MdV Fausto Cacciatori, che lo ha messo a confronto con altri due strumenti costruiti da del Gesù nella stessa annata e già esposti a Cremona: il Principe Doria e lo Stauffer.

In occasione del 300° anniversario della Breitkopf & Haertel, Luca Segalla ha raggiunto per noi il direttore editoriale Nick Pfefferkorn per ripercorrere la storia di quella che è la più antica casa editrice musicale al mondo, ma anche per conoscerne i progetti presenti e futuri.

Per la rubrica L'Angolo del Quartetto Simone Gramaglia analizza e confronta tre incisioni del Quartetto in Do minore op.18 n.4 di Ludwig van Beethoven. Si tratta di «tre quartetti dalla personalità e dal suono altamente caratterizzati che restituiscono differenti interpretazioni convincenti e degne di nota»: il Quartetto Italiano, l'Alban Berg e il Casals.

Domenico Nordio in ControArco traccia analogie e differenze tra il mondo della musica classica e quello della musica leggera del recente Festival di Sanremo.

Nella sezione dedicata alla didattica Alfredo Trebbi come sempre pensa fuori dagli schemi, ispirandosi questa volta al film cult degli anni Ottanta "Karate kid - Per vincere domani". Cosa c'entra lo studio di uno strumento ad arco con il Karate? Beh, leggete l'articolo e rimarrete sopresi..! Marco Fiorini invece rivede «alcuni principi di base riguardanti i passaggi di posizione, spesso immersi nelle nebbie di un eccessivo empirismo».

Completano poi questo numero un'ampia sezione dedicata alle ultime notizie, una doppia intervista a cura di Silvia Mancini alle Prime Viole del Teatro Massimo di Palermo - i fratelli Gaspare e Rosario D'Amato -, oltre alle consuete rubriche di concerti, corsi e masterclass, concorsi, audizioni per orchestra.