Addio a Montserrat Cervera, la Signora del violino che ha forgiato generazioni di musicisti

  • Il Quartetto Brahms

  • Il debutto con I Musici

  • Il Quartetto Carmirelli

  • Il Quintetto Boccherini

Una folla commossa e formata in prevalenza da musicisti ha dato ieri a Roma l’ultimo saluto alla violinista Montserrat Cervera, scomparsa domenica scorsa all’età di 93 anni. Di origini catalane, era nata nel 1927 a Cuba, dove il padre Ernest insegnò musica e fondò la Cuba Symphony Orchestra. Era la sorella del noto violoncellista Marçal Cervera, scomparso l’anno scorso, allievo di Casssadò e Tortelier e Prima Parte dell’Orchestra da Camera di Losanna nonché docente in importanti conservatori tedeschi, come quelli di Colonia e Friburgo.

Trasferitasi in Italia dopo gli studi con Joan Massià, Remy Principe e Georges Enesco, Montserrat fece parte di diverse formazioni cameristiche, come il Quartetto Brahms (insieme al fratello Marçal), il Quartetto Carmirelli e il Quintetto Boccherini; complessi oggi forse poco noti alle nuove generazioni ma che riunivano alcuni tra i migliori musicisti dell’epoca. La Cervera fece poi parte della primissima formazione de I Musici con i fondatori del gruppo, quella che fece la famosa audizione con Toscanini grazie alle quale avvenne il vero lancio dell'ensemble, e compare poi come solista nel primo disco in assoluto registrato da I Musici.

Insegnò inoltre per decenni in diversi Conservatori italiani, forgiando decine di violinisti, molti dei quali divenuti apprezzati professionisti, come suo figlio Marco Fiorini, oggi Primo Violino di Spalla de I Musici. Fece anche spesso parte di giurie di concorsi nazionali e internazionali. Allievi e colleghi la ricorderanno a lungo per la sua grande energia vitale, la disciplina, il rispetto e l'onestà che aveva nei confronti della musica.

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Pubblichiamo di seguito un ricordo scritto dal collaboratore di Archi Magazine Giovanni Pandolfo, per anni allievo della Cervera:

«Sentii parlare per la prima volta di Montserrat Cervera nella lontana estate del 1986, durante una di quelle che erano chiamate “spedizioni punitive”, ovvero quegli spettacoli operistici itineranti che venivano allestiti nel periodo estivo da compagnie organizzate stagionalmente. Un collega di spedizione, quando gli raccontai del fatto che avevo chiesto l’ammissione al conservatorio di Frosinone contestualmente all’esame di compimento inferiore, e che mi sarebbe piaciuto entrare nella classe di Luciano Vicari, mi disse: ”ma lì insegna anche la Cervera... è una raffinata quartettista!”. Rimasi impressionato dall’enunciato, tanto che ancora oggi lo ricordo con singolare lucidità, e comunque l’anno accademico seguente cominciai il mio percorso con Vicari; il quale però, a forza del suo trasferimento a S. Cecilia proprio l’anno del mio diploma, decise di lasciarmi alle cure della Montserrat. Già, la Montserrat, come la chiamava lui, lui che le era stato compagno ne I Musici, collega in conservatorio, ma soprattutto devoto amico fino a quando se ne è andato. E adesso, che anche lei ha concluso il suo viaggio terreno il 12 ottobre scorso, i ricordi legati al mio incontro con lei si intrecciano in modo inestricabile agli aspetti noti che riguardano la sua carriera e la sua vita. Montserrat - che per me era e sarà sempre la Signora - di ascendenze catalane, nacque a Cuba nel 1927, e passò l’infanzia e la prima gioventù nel corso dello strazio della Guerra Civile spagnola che portò alla dittatura di Franco. Molto dotata violinisticamente già dalla tenera età, dopo i primi studi in patria ed un breve incontro con Enesco, ebbe l’occasione di venire a Roma grazie ad una borsa di studio di tre mesi, per perfezionarsi con Remy Principe. Da allora non avrebbe più lasciato questa città, salvo che per le tournée e, ovviamente, per le vacanze. L’incontro con Principe fu foriero di altre occasioni professionali che sfociarono nella fondazione de I Musici di Roma nel 1952, ed alla conoscenza con Toscanini che lodò e quasi tenne a battesimo il complesso. Dopo l’esperienza con I Musici si dedicò alla musica da camera, membro del Quartetto Carmirelli, del Quartetto Brahms con Pier Narciso Masi, e primo violino del Quintetto Boccherini. Tra le tante esaltanti esperienze con la Carmirelli va ricordata la volta che andarono ad Aldeburgh, a casa di Britten, per eseguire per lui il suo Quartetto per archi. Continuando l’attività concertistica Montserrat Cervera cominciò a dedicarsi all’insegnamento, approdando nel giro di pochi anni al Conservatorio “L. Refice”. Qui, come accennavo, ebbi modo di fare la sua conoscenza; meglio, di avere la fortuna di incontrare una didatta molto scrupolosa, e nondimeno una persona con uno spirito ed una personalità davvero non comuni. Chi l’avesse incontrata quando la conobbi, e negli anni seguenti, avrebbe potuto pensare ad una signora già sulla sessantina, piccola di costituzione, quasi fragile. Bene: a lezione era di una tenacia e di una perseveranza insospettabili, ma poi riusciva a sbalordirti con una battuta, o un fatto che raccontava. Didatta molto scrupolosa, ma anche studiosa tenace: fino a 80 anni ha regolarmente preso il suo tempo per studiare e per suonare, nonostante i vari incidenti che le causarono rotture di braccio e di femore, dimostrando un attaccamento davvero ammirevole al violino, o più propriamente alla musica. La sua famiglia e la musica sono state le sue vere passioni, e nella famiglia le incarnazioni del suo amore sono stati il marito, un signore che ho avuto il piacere di conoscere e che aveva una tranquillità sorniona tutta romana, nella sua signorilità; e Marco, suo figlio, per il quale lei esprimeva anche con me la sua attenzione di madre e il proprio orgoglio di musicista, coniugando tra loro questi due aspetti. Con Marco, negi anni ‘90, formò un duo violinistico tenendo alcune tournée in Spagna e in Sud America. Personalmente tra i tanti momenti conservo un delizioso ricordo di quando lei suonò, col Quintetto Boccherini, nel maggio del 1990 all'Auditorium di Via della Conciliazione: alla fine del concerto fu chiesto il bis, e lei attaccò, col complesso, il famoso Minuetto del lucchese, con gli occhiali - che non portava spesso nei momenti di quotidianità - e con quel suo sorriso compiaciuto e signorile, come per dire “ecco questa la conoscete, ma è sempre deliziosa”. Montserrat non lesinava critiche a fil di lama, ma era capace di risollevare un allievo che avesse colto non ben preparato a lezione, non di rado suscitando un sorriso; del resto lei stessa pur esortando allo studio accurato, ben sapeva che sono necessari gli stacchi ed i riposi sia mentali che fisici nella costruzione e nel mantenimento di uno strumentista. Nei momenti di conversazione più sereni a volte raccontava delle sue esperienze professionali: il Doppio di Brahms con il fratello Marcal, con 40 di febbre (era davvero orgogliosa di quella prestazione); il periodo con I Musici; l’incontro con Britten e Shostakovich; le esperienze con il Quintetto Boccherini e il Quartetto con la Carmirelli. Ricordare oggi Montserrat Cervera rappresenta per me l’omaggio ad una donna che ha amato quello che faceva, e sempre il pensiero va a come lei riusciva a vivere la musica con una semplicità ed un rispetto che non sono comuni, così come era non usuale la sua correttezza personale, qualità assai poco diffusa in un certo ambiente. Arrivederci, Signora».