Il Quartetto Belcea a Torino: una serata con tre capolavori di Beethoven
Mercoledì 4 novembre, al Conservatorio Giuseppe Verdi, il Quartetto Belcea torna per l’Unione Musicale con un programma interamente dedicato a Beethoven. È l’unica data italiana della formazione nella parte finale del 2026.
Passione, precisione e intensità espressiva sono tratti distintivi del Quartetto Belcea, protagonista di una carriera internazionale che lo ha portato nelle principali sale da concerto europee e internazionali. Mercoledì 4 novembre alle 20.30, la formazione torna sul palcoscenico dell’Unione Musicale di Torino per un appuntamento dedicato a tre tappe fondamentali del percorso quartettistico di Ludwig van Beethoven.
Il programma accosta il Quartetto in sol maggiore op. 18 n. 2, il Quartetto in fa minore op. 95, “Serioso”, e il Quartetto in do diesis minore op. 131: tre opere che permettono di attraversare momenti differenti della scrittura beethoveniana, dalle prime prove nel genere fino alla radicale libertà espressiva degli ultimi Quartetti.
Il Quartetto Belcea riunisce quattro musicisti provenienti da tradizioni culturali e scuole differenti: la violinista rumena Corina Belcea, la violinista coreano-australiana Suyeon Kang, il violista polacco Krzysztof Chorzelski e il violoncellista francese Antoine Lederlin. Questa pluralità di esperienze, come ha sottolineato Chorzelski, è diventata nel tempo uno dei punti di forza dell’ensemble: le differenze alimentano il confronto musicale e spingono i suoi componenti a esplorare nuove possibilità interpretative.
Il repertorio del quartetto spazia da Haydn, Mozart e Beethoven fino a Bartók, Janáček e Szymanowski, con una costante attenzione anche alla musica contemporanea. Nel corso degli anni la formazione ha promosso nuove commissioni, contribuendo ad ampliare il repertorio per quartetto d’archi. Attraverso la Belcea Quartet Trust, sostiene inoltre le giovani formazioni cameristiche con attività di formazione e coaching, trasmettendo alle nuove generazioni l’esperienza maturata anche grazie allo studio con componenti dei quartetti Amadeus e Alban Berg.
Il concerto torinese rappresenta un’occasione per ritrovare una delle formazioni cameristiche più attive sulla scena internazionale alle prese con tre opere centrali nella storia del quartetto d’archi.
Informazioni e biglietti sul sito dell’Unione Musicale.
Foto: Maurice Haas